I social e i pensieri di una adolescente: la storia di Anna

Giorgia Marziani Storie Social-i Leave a Comment

“Se mi sento depressa?
Continuamente.
In ogni momento della giornata, soprattutto la notte.
La notte è il momento peggiore. Tutte le luci si spengono, l’ambiente si fa silenzioso, nessuno mi parla per distaccarmi dai miei problemi e distrarmi. 

Così, nel buio e nel silenzio, tutti i miei pensieri, le mie preoccupazioni e le mie paure, si sprigionano e tormentano continuamente.

Piango. Mi giro e rigiro come se fossi impossessata da un demone. Un demone c’è. Solo che non ha le corna, artigli affilati o la coda a punta, ma è ogni singola delusione, ogni rifiuto della mia presenza, ogni volta in cui avevo bisogno di aiuto, e tutti quelli che credevo amici mi hanno voltato le spalle, al contrario di quello che avevo fatto io.

Piango di nuovo. Vado in bagno a lavarmi il viso. Mi guardò allo specchio e non mi piaccio.  Sento una voce dentro di me che dice:” Ma chi ti vuole? Non servi a nessuno, ma guardati…”

Spengo la luce e torno a letto. Fissò il soffitto e vedo forme strane. È l’immaginazione. I pensieri tornano…penso a tutto quello che mi ha fatto soffrire. Non posso farne a meno. La mattina mi sveglio e spero che sia stato solo un brutto sogno.

Sfortunatamente però, mi sembra che la mia vita sia un brutto sogno. Dipende solo da me che diventi migliore, ma dove lo trovo il coraggio e la forza di far sì che succeda?

Ho solo 13 anni e già sono triste e sola. Ogni volta che cerco di ricompormi, mi succede qualcosa che mi fa tornare al punto di partenza.

È come se la mia vita sia destinata a rimanere in questo vortice…di non so che cosa. 

Ogni volta che piango non c’è motivo, non uno solo. Non uno in particolare. Piango così…per tutto. Per tutte le volte che non ne ho avuto il coraggio, o per tutte quelle situazioni in cui sono stata troppo forte per farlo. Piangere non risolve i problemi, ma permette di sfogarmi.

Alla fine di ogni lungo pianto mi sento un po’ meglio. Le lacrime, invece di sentirle come gocce d’acqua che scivolano sulle guance rosse e calde, per me sono come delle schegge conficcate nella pelle per troppo tempo, che poi quando riesci a toglierle, provi una sensazione di sollievo, anche se, la pelle ti fa ancora male.”

Pensieri di Anna, un’adolescente – Agosto 2017.

Questo è ciò che scrive Anna, che timidamente, ma con forte volontà di cambiare, entra a soli 13 anni e mezzo nel mio studio.

Anna non viene compresa. Il mondo intorno a lei ha distrutto la sua voglia di vivere, nessuno sembra comprenderla, e lei non comprende il mondo intorno a lei.

Ma Anna non vuole arrendersi così in fretta.

Come si sente un Adolescente quando nessuno gli scrive via Whatsapp? Quali emozioni prova se le uniche risposte ai suoi messaggi sono: ”sei una sfigata”? Come ci si sente quando nessuno ti invita ad uscire,quando nessuno guarda le tue storie su Instagram o… si ricordano del tuo compleanno solo perché hai aggiornato il tuo status su Whatsapp?

Oggi non mi ha scritto….” oppure “Guarda Giorgia cosa mi ha scritto…”  o ancora “senti Giorgia cosa mi ha detto”.

Il dito scorre fino all’audio incriminato. Da due voci diventiamo tre voci.

Gli adolescenti (e non solo) oggi vivono così. Vivono di questi messaggi. La comunicazione è veicolata dal un profilo social. Queste sono storie ordinarie tra gli adolescenti di oggi.

Queste parole ci ricordano quanto sia poco virtuale il vissuto emotivo di sentirsi esclusi dal mondo.

Ma a Settembre 2017, Anna entra in studio con un’aria differente. L’inizio della nuova scuola si avvicina.

Giorgia, sai ho conosciuto tutta la mia nuova classe, mi sembrano simpatici!

Questa volta sono io disorientata. Non capisco come sia possibile. Anna lo percepisce e senza che io le chieda nulla mi dice: “Oggi sono uscite le classi, così ho iniziato a trovare i singoli nomi via Facebook e Instagram e richiedere l’amicizia, per poter poi fare subito un gruppo WhattApp. Ci siamo trovati tutti, abbiamo iniziato a  parlare e ho gia trovato due amiche con la stessa mia passione…

Ed ecco come in un attimo il mezzo incriminato diventa il mezzo attraverso il quale possiamo ri-vivere di nuovo.

Oggi Anna è fiera di se stessa, la sua autostima è migliorata. E’ una persona sensibile, perspicace, non sembra avere solo 14 anni.

Oggi Anna ha deciso anche di cambiare il colore dei suoi capelli, sono certa che posterà una foto su Instagram per presentare la nuova sè.

 

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